INSIEME nella SAN VINCENZO

Vieni con noi nella SAN VINCENZO


UAO!.....LA “S. VINCENZO”

Ci sono due atteggiamenti apparentemente contrastanti: di meraviglia (caramba che fibra!) e di compassione (ma sono ancora al mondo? Poveretti) quando si parla di S. Vincenzo, fondata nella nostra parrocchia alla fine degli anni 90 del 1800! E che pur affannandosi e confidando principalmente sul benevolo sguardo dall’Alto prosegue il suo cammino.


Ieri


Lasciateci un po’ di orgoglio, ricordandolo, lastricato di figure encomiabili spinte dall'amore per il prossimo, desiderose di aiutare, incoraggiare famiglie, anziani in difficoltà confortandoli con qualche soldino e distribuendo loro i famosi “buoni” che permettevano di acquistare pane, latte e cose simili di prima necessità. Poi il segretario/a passava a pagare i vari negozianti (il supermercato doveva ancora nascere) e la vita continuava. Quante storie e quante scale perché “loro” abitavano quasi sempre ai piani alti delle case, che una volta si chiamavano abbaini, convertiti oggi in accattivanti mansarde, quanto freddo perché le stufe mancavano sempre di carbone e quante altre mancanze…


Oggi


Prendiamo un qualsiasi mercoledì nel cortile della nostra parrocchia. Le persone arrivano (l’appuntamento è alle 15), scivolano nell'aria commenti, saluti, confidenze,incoraggiamenti, c’è un fruscio di borse ripiene, un dolcetto, un sorso di tè e un arrivederci alla prossima. Il pacco d’alimentari è per loro due volte al mese.

Il mercoledì successivo arrivano carrozzine, passeggini con mamme al seguito e trovano pannolini, omogeneizzati, giocattoli di terza o quarta mano, vestitini,… 

E poi c’è la “cena dell’amicizia” presso l’oratorio di via Redi, una volta al mese o pressappoco, aperta ai poveri, ma anche ai parrocchiani con il desiderio di rafforzare la comunità.

E poi c’è il doposcuola per i ragazzi delle medie, il martedì e giovedì, presso l’oratorio. Sono solo gocce di solidarietà che cadono in un mare di difficoltà, preoccupazioni, ansie.

Una caratteristica fondamentale della S. Vincenzo è l’incontro domiciliare col/i povero/i: una bella palestra in cui esercitare concretamente il dono della carità.

Vedi tanta, modestia e tanto bisogno di parlare, di sentirsi appoggiati. E tu ascolti, suggerisci, se  riesci, una carezza ai bambini, lasci un contributo economico. Arrivederci al prossimo incontro. 

L’esperienza la porti in “conferenza”, un altro pilastro. Ma cos'è la “conferenza”? E’ l’incontro quindicinale dei soci che qui e solo qui si chiamano “confratelli” e “consorelle”. E’ un termine vecchio? Però , se ci pensi, ha anche oggi un bel significato. Attorno al tavolo scorrono gli aggiornamenti delle persone assistite, passano i sorrisi per chi faticosamente sta uscendo dal tunnel, passa lo sconcerto per chi ha aggiunto difficoltà a difficoltà, passa il momento di preghiera e riflessione, perché la carica arriva sempre da lì, passa la sacchetta in cui c’infili la tua offerta che assieme al contributo della parrocchia, alla vendita delle torte, all'aiuto di alcuni benefattori e di una benemerita Fondazione costituisce il tesoretto da poter distribuire.


Domani


Ricordando la frase che Lui disse: ”i poveri li avrete sempre con voi” non possiamo
disattendere questo insegnamento.

Ci saranno altre necessità, ci saranno figure nuove a cui essere vicini, ma il disagio non mancherà di certo, senza essere troppo pessimisti.

Sarebbe opportuno che la CARITA’ si dilati e tocchi più cuori, accenda fiammelle d’altruismo, di solidarietà, di coinvolgimento. Noi, della S. Vincenzo maschile (*), siamo sull'anziano tendente al vecchio e ci piacerebbe condividere la testimonianza con qualche amico più giovane che non conosce questa realtà parrocchiale o ne ha sentito parlare in termini molto vaghi.

Basta un po’ di coraggio, possiamo dirci “a presto”?



S. Ivancich



 

(*) La S. Vincenzo femminile si differenzia da noi solo per il numero di consorelle, molto buono, e per l’età discretamente inferiore.




× Attenzione! Testo dell'errore