Un messaggio da don Dario per l'Annunciazione

Ci raggiungono anche le parole di don Dario

"L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù..." (Lc. 1)
All'alba di questa festa del primo Annuncio a Maria, chiedo anch'io al Signore un piccolo regalo: un desiderio da bambino. Di cambiarmi, anche solo per un'ora, il nome da Dario in Gabriele. E di potermi risvegliare dentro i panni lievi di un angelo dalle forti ali. Solo cosi potrei ora raggiungerti, fra le pareti della tua Nazareth, senza cadere nell'empieta' di quanti violano le sacre regole della vita da rispettare e della convivenza più interiore da custodire. Da angelo intuitivo e visionario, vorrei poterti raccontare che tutto è finito, che ce l'abbiamo fatta: che questo mostruoso parassita ha finalmente perso il perfido potere di gettarci dentro una solitudine ambigua. A volte però anche gli angeli devono tacere un istante e accettare il presente, scoprendosi un poco muti in questo nostro deserto. Faticano anche loro, i messaggeri del divino, a trovare parole di allegrezza, di consolazione, di creativa bellezza: "Rallegrati, piena di grazia". E tuttavia, osservano. E mentre osservano attenti, scorgono altri 'angeli' - quelli sì, senza ali - che sbucano dalle stanze e dalle corsie degli ospedali, che resistono accanto o distesi sopra un letto gonfio di speranza: incredibilmente audaci e votati alla battaglia. Attonito e affascinato da quell'unica passione, 'Gabriele' ritrova il suo foglio stropicciato: il contenuto della sua lettera rubata. "Non avere paura: concepirai un figlio". Pare un gesto di retorica o una follia inaudita, dirlo oggi come allora: ad una ragazzina, vulnerabile e isolata; ad una città che, in ginocchio, conta i suoi morti e li consegna alla terra senza poterli onorare. Eppure gli angeli, sconfitta la retorica, amano la follia: specialmente quando trasuda del sangue e delle lacrime di un Crocefisso Risorto: scandalo per la religione e stoltezza per la presunzione. Ne sono certo: in queste ore così amare e opache, come accadde a Maria, si sta compiendo un nuovo inizio, che ha il suo preludio nei silenzi di un concepimento e nel dramma di un travaglio. Ma una donna, certo, ne sa più di un angelo!... Non altrove, ma nella tua Nazareth, tutto questo si sta consumando: nella cura affettuosa dei tuoi legami più cari, nei contatti che a distanza non lasci cadere, nei dialoghi più veri e sentiti col tuo Signore, nella decisione che molti di noi stanno prendendo: quella di mettere da parte la nostra individuale arroganza per favorire, nel quotidiano, il mondo di Dio. Un mondo che apparirà, a dispetto di ogni guerra e di ogni virus, come un'unica, pazzesca, affollata "tavola"...
Nella fiducia immaginaria, tuo "Gabriele"... nella gratitudine per la tua amicizia, tuo dD.
(P.S.: non me ne volere per le molte righe! Colpa degli angeli ... quando sognano un Dio che è solo Amore)

× Attenzione! Testo dell'errore