Emergenza Coronavirus - Comunicato diocesano del 26 marzo

Nota del Vicario generale a tutto il popolo di Dio della Chiesa ambrosiana, contenente le indicazioni diocesane per le celebrazioni della Settimana Santa e della Pasqua in questo contesto particolare di emergenza.

LE CELEBRAZIONI DELLA “SETTIMANA AUTENTICA”

Carissimi fratelli e sorelle, presbiteri e diaconi, consacrate e consacrati, “la Pasqua verrà” ci ha ricordato l’Arcivescovo nel suo messaggio di vicinanza e incoraggiamento all’inizio di questo tempo imprevisto, difficile, drammatico ma vissuto da molte persone con dedizione, coraggio,

creatività e resistenza.

La Pasqua verrà! Questa certezza è un faro e ci impone di portare tutti insieme le fatiche e le angosce di coloro che vivono “in prima linea” questo momento di emergenza: i tanti malati, soprattutto coloro per i quali la Pasqua sta avvenendo o è già avvenuta, nella solitudine di una camera sterile; gli operatori del mondo sanitario, a cui va la nostra gratitudine e il nostro incoraggiamento, per la dedizione e lo stile vocazionale con cui vivono il loro lavoro in questo tempo così particolare; le tante persone che vivono con fatica questa condizione di restrizione e clausura imposta, che va a sommarsi ad altri impedimenti e motivi di fatica (pensiamo in particolare ai nostri anziani, a quelli ricoverati in residenze e strutture sanitarie).

La Pasqua verrà anche nella celebrazione della Chiesa universale, in comunione con Papa Francesco che ci sta confermando nella fede; in comunione con tutte le Chiese particolari che vivono in contesti di persecuzione, di guerra, di carestia, di insignificanza.

La Pasqua verrà anche nelle nostre celebrazioni che quest’anno avranno un andamento straordinariamente diverso dalla nostra bella e gloriosa tradizione, diverso da quanto già avevamo programmato e sognato di vivere insieme. Insieme con i giovani e i catecumeni per consegnare il Simbolo della fede; insieme con tante persone vicine o lontane dalle nostre chiese, ma desiderose di avere in casa il segno dell’ulivo; insieme tra presbiteri per ascoltare l’Arcivescovo, rinnovare le nostre promesse sacerdotali, portare nelle nostre comunità il Crisma che unge e conferma i nostri fratellini più piccoli - lo stesso Crisma unge le mani dei preti novelli nel rito di ordinazione - e gli Olii per rafforzare il cammino dei catecumeni e per sostenere la fede di malati e infermi.

La Pasqua sarà celebrata in modo straordinariamente diverso perché non ci raduneremo in Assemblea. In queste settimane abbiamo già sperimentato il conforto e l’aiuto che ci hanno fornito i mezzi, antichi e nuovi, di comunicazione sociale. La presenza dell’Arcivescovo con i

messaggi, le preghiere e le omelie è stata preziosa e apprezzata. Ma anche quanta fantasia comunicativa abbiamo scoperto nelle nostre comunità! Quanta competenza giovanile ha permesso a preti non proprio avvezzi a queste forme di comunicazione di raggiungerci a casa!

Quante catechiste, anche senza “piattaforme dedicate” come nella scuola, hanno dialogato con i loro ragazzi dell’iniziazione. Ma anche quanta attenzione hanno avuto ministri straordinari della comunione eucaristica, diaconi e preti raggiungendo al telefono i “loro ammalati”.

Potremmo raccontarci anche tante altre esperienze di comunicazione.

 Comunicato con indicazioni pratiche.

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